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L’Albania dai barconi alle Ferrari – Com’è cambiata in 20 anni

L’Albania dai barconi alle Ferrari – Com’è cambiata in 20 anni

Oggi l’Albania è una nazione piena di giovani, locali alla moda, divertimenti, hotel e resort di lusso invasi da turisti ed investitori, sempre più attratti dall’inarrestabile crescita economica della “Terra delle Aquile”. Nulla di strano per chi è nato negli anni 90, ma chi come molti di noi in quegli anni anni in Italia era bambino, adolescente, adulto, di certo non crederà ai suoi occhi. Perché?

Basta riavvolgere il nastro, andare indietro nel tempo di poco più di 20 anni per risentire nella nostra testa le urla degli albanesi che nel 1991 urlavano “Italia Italia”, pronti a sfidare la morte salendo su una carretta del mare pur di raggiungere il “Belpaese” alla ricerca di condizioni di vita migliori. Un vero e proprio esodo di massa iniziato nel 91 con la caduta del regime e durato sino al 97, anno dello scoppio del caos civile.

All’epoca l’Albania era un “luogo infernale”, uno fra i paesi più poveri d’Europa isolato dal mondo, dove una folle dittatura durata 50 anni impediva agli albanesi di varcare i confini nazionali e agli stranieri di visitare la “Terra delle Aquile”.

Sono passati 20 anni, ma sembra trascorso un secolo dalla fine della dittatura, l’esodo con i barconi e la “guerra civile”. Sarà perché oggi sono oltre 50.000 gli italiani che hanno deciso di vivere in Albania, per fare impresa, lavorare nei tanti call center dislocati sul territorio o studiare all’Università?

Perché il Pil dell’Albania nel 2015 è cresciuto del 2.7% e il Paese attrae sempre più investitori provenienti da tutta Europa? Perlopiù diretti a Tirana, la capitale,  che è al tempo stesso lo specchio ed il fiore all’occhiello della Terra delle Aquile, luogo in cui i giovani albanesi (il 40% della popolazione ha meno di 18 anni ed il 70% meno di 30 anni)  arrivano da tutta l’Albania per realizzare i propri sogni ed aspirazioni.


Oggi auto di lusso (Hammer, Ferrari, Lamborghini) sfrecciano nel centro di Tirana, guidate da giovani ed imprenditori desiderosi di ostentare la propria ricchezza e buttarsi alle spalle i fantasmi e le miserie dell’epoca comunista. Da non crederci se si pensa che negli anni 90 qui le auto erano più uniche che rare, al punto che vi era neanche il Pubblico registro automobilistico.

I tempi in cui l’unica finestra sul mondo era la tv italiana, captata di nascosto con un segnale pirata sembrano risalire alla preistoria in questa capitale dinamica e piena di giovani con tanta voglia di lavorare, innovare, divertirsi.

Ironia della sorte, proprio il Block, il quartiere fortino dell’oligarchia comunista degli anni 90, dove ai normali cittadini era vietato l’accesso, oggi è diventato il cuore pulsante della movida, un fiorire di pub, ristoranti alla moda, discoteche, Hotel di lusso, installazioni artistiche.
Un quartiere che non dorme mai, giovane e frizzante, sospeso fra la ricchezza da ostentare a tutti i costi nei lussuosi pub, bar, ristoranti alla moda e discoteche dei giovani “pacchiani” dai fisici scultorei intenti a sfrecciare a bordo di Hummer gialli manco fossero Arnold Schwarzenegger e l’anima radical chic, artistoide, intellettualoide e low profile degli amanti dell’arte, della cultura e del desiderio di innovare di chi dopo anni di lavoro all’estero è tornato qui portando con se il know-how dell’Occidente e un’irrefrenabile voglia di fare impresa e creare opportunità nella propria Terra a lungo terra tanto martoriata.

Sogni pronti a diventare realtà per molti? Solo il futuro potrà dircelo, l’unica cosa certa è che oggi l’Albania è una Terra accogliente ed ospitale, con un costo della vita particolarmente competitivo e dove l’80% della popolazione parla italiano ed 24 ore è possibile aprire un’azienda.

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